La Raccolta

Nel mese di Maggio le rose fioriscono. Il giorno preciso è un’incognita, ovviamente. Dipende dall’andamento dell’inverno, dalla freschezza della primavera, se piove o se c’è il sole. Perciò dagli ultimi giorni di aprile inizia un monitoraggio quasi quotidiano per seguire l’ingrossamento dei bocciòli, seguito da una serie di telefonate a catena tra i raccoglitori: “Oggi ancora niente!” fino a che arriva il giorno in cui si può dire: “Si è aperto il primo fiore, domani si comincia!” La fioritura comincia in sordina, con le prime rose, le più belle, che ti lasciano ancora il tempo di ammirarle, per proseguire in un crescendo di fiori che sommergono letteralmente i raccoglitori, lasciando quasi senza fiato. Finalmente, verso le fine di maggio, la fase calante della fioritura dà un senso di sollievo, si ritorna a ritmi più tranquilli. Tutte le mattine, arrivati nel campo, raccogliamo le rose appena sbocciate. E’ il momento più piacevole di tutta la giornata di lavoro, c’è fresco, si gode la bella luce del mattino, avvolti dal profumo delle rose aperte al primo sole. L’unico “disturbo” di questo quadro idilliaco è dato dai piedi bagnati dalla abbondante rugiada della notte. Una volta raccolte tutte le rose degne di essere utilizzate quel giorno, si portano in laboratorio einizia la spetalatura, fase laboriosa e molto delicata, in cui i petali vengono staccati dal calice del fiore e accumulati sul tavolo in grandi mucchi profumati. È una fase delicata perché richiede grandissima cura per trovare tutti i moscon d’oro e i ragni camaleonte color rosa che durante l’umidità della notte vanno a rifugiarsi nei fiori. I petali raccolti vengono lavorati nella mattina stessa e alla sera lo sciroppo e la conserva di rose sono pronti. Tutte le fasi della produzione sono manuali.​