Sciroppo di rose

È una vecchia tradizione ligure, della zona di Genova fino alle campagne di Levante e di Ponente e crediamo che sia unica nel suo genere. Può essere nata probabilmente dai commerci che la Repubblica Marinara intratteneva con il Medio Oriente, dove lo sciroppo di rose era ed è tutt’ora utilizzato. Spesso in Liguria chi ha un piccolo orto o un giardino coltiva le sue rose per farlo in casa e ciascuno è convinto di avere l’unica vera “rosa da sciroppo”. E anch’io, ligure trapiantata in Toscana, ho trovato accanto a casa quella che considero la “mia” rosa da sciroppo.

Bottiglie di Sciroppo di rose da 100 e 200 ml

Subito dopo la spetalatura, i petali vengono messi in infusione con acqua calda e succo di limone. Nel pomeriggio si pressano delicatamente per ottenere l’acqua rosata che, una volta aggiunto lo zucchero, viene cotta e messa in fusti d’acciaio. Solo in un secondo momento si procede all’imbottigliamento. Gli ingredienti utilizzati sono solamente: rose, zucchero di canna, acqua minerale, succo di limone. L’uso tradizionale in Liguria è di diluirlo con acqua fresca e qualche goccia di limone per ottenere una bevanda dissetante, o con acqua calda per una bevanda leggermente corroborante: in un passato non troppo lontano, a Genova, i ragazzi delle squadre di calcio giovanili lo bevevano nell’intervallo tra il primo e il secondo tempo. Diluito con acqua fresca, qualche fettina di limone o una foglia di menta diventa una piacevole bibita rinfrescante. Molto gradevole è anche in un bicchiere di spumante fresco o in un cocktail di frutta, come nel tè caldo o freddo.