Le ricette di Matia: il dolce al profumo di rose … di Tavarnelle

E’ da poco passato il mese delle rose e visto che sono un romanticone oggi le rose me le bevo. Per far questo mi devo recare a Tavarnelle, quindi neanche tanto lontano, dove una donne fuori dal comune le coltiva per sciropparle.

Vi state chiedendo se avete letto bene, abbiate coraggio e andiamo avanti. Ancora una volta dobbiamo ringraziare la facoltà di agraria che ci ha portato una genovese a studiare da noi, l’amore per il nostro territorio però ha vinto e lei è rimasta qua.

Devo dirvi che un’antica usanza di Liguria era quella di produrre uno sciroppo casalingo di rose, utilizzato principalmente per delle bevande e quando Isabella Devetta (scoprila qui), così si chiama la nostra eroina, trovò per caso vicino casa delle rose molto profumate le tornò in mente lo sciroppo che produceva sua nonna e da qui che inizia la sua e la nostra avventura.

Raccoglie quelle rose bellissime e le lascia in infusione in acqua calda, quindi aggiunge lo zucchero e procede in una leggera cottura, ecco quindi lo sciroppo dal profumo di rosaincredibile e da un colore rosato affascinante.

Quando lo assaggerete vi renderete conto che i profumi hanno sapore e quello che avete in bocca è proprio il profumo di rosa. Ovviamente la sua durata è di circa due anni, passati i quali non diventa nocivo, ma perde un po’ il suo aspetto inebriante.

Articolo pubblicato sulla rivista online “We Chianti”, il 1 luglio 2017

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